Immagine del bosco igrofilo di Ontano nero

L’area protetta

L’area è stata la prima Area Naturale Protetta d’Interesse Locale della Regione Toscana, istituita nel novembre 1995, con Delibera del Consiglio Comunale di Bientina, sui 22 ettari della cassa di colmata di Bosco Tanali; è stata estesa, nell’aprile del 1998, ai prati umidi ed alle aree coltive circostanti al bosco, per un totale di circa 153 ettari.
Posta ai confini amministrativi della provincia di Pisa, si è cercato, in collaborazione con Legambiente Valdera e WWF, il collegamento funzionale con altre aree poste in provincia di Lucca, come il rifugio WWF del Bottaccio della Visona e l’area di protezione del Pollino, in modo da offrire maggiori possibilità di rifugio e di sosta per le numerose specie migratrici che utilizzano il Padule di Bientina come tappa durante la migrazione. La gestione è svolta direttamente dall’Amministrazione Comunale di Bientina attraverso un Comitato di gestione ed una Consulta delle associazioni, le quali individuano criteri e linee guida per gli interventi gestionali, educativi e di controllo. L’amministrazione ha stipulato convenzioni con Legambiente Valdera per quanto attiene la gestione della didattica ambientale e per i monitoraggi della flora e della fauna e una con la cooperativa sociale Il Melograno per i lavori di realizzazione e di manutenzione delle strutture per la visita. L’area, su cui vige il divieto di caccia, è aperta all’accesso tutto l’anno. Si raccomanda, per una corretta fruizione dell’ambiente e per non arrecare danni alla flora e alla fauna: di utilizzare i sentieri e le stradine segnalate sulla cartina, senza usare mezzi motorizzati; di astenersi da rumori molesti e dall’introduzione di cani, per non disturbare la fauna presente; di visitare l’area senza danneggiare le piante e cogliere fiori; di utilizzare le strutture per l’osservazione della fauna con la consapevolezza che sono state realizzate con l’obiettivo di ridurre al minimo il disturbo per gli animali presenti nell’area protetta.