La flora
Il Bottaccio è caratterizzato dalla presenza di un piccolo bosco planiziale costituito in prevalenza da Farnia ( Quercus robur ) e Ontano nero (Alnus glutinosa). Questa formazione vegetale ricorda le antiche foreste che ricoprivano le pianure europee e nello specifico può essere considerato, almeno nella fisionomia, come l’ultimo lembo rimasto, assieme al Bosco di Tanali, delle foreste che circondavano il Lago di Bientina. Purtroppo l’azione devastante del recente taglio, con il pressoché totale annullamento del sottobosco, ha impoverito la composizione del soprassuolo e ne ha modificato la struttura. Per la sua importanza storica oltre che naturalistica questo bosco merita la massima tutela e valorizzazione; il WWF si è impegnato nella sua gestione con un progetto di rinaturalizzazione che vede, tra l’altro, la reintroduzione delle specie autoctone ormai scomparse. Da segnalare la presenza del raro Arisarum proboscideum, specie endemica della penisola italiana, i cui rizomi sono ricercatissimi dall’istrice. Le aree più depresse del Bottaccio, popolate dalla cannuccia di palude e dai saliconi, e i prati umidi, pur non presentando aspetti floristici di rilievo, concorrono non poco alla gradevolezza del paesaggio ed alla diversificazione ambientale determinando fasce ecotonali di grande valore naturalistico. Il Bottaccio, con una superficie di circa 20 ettari, ricade per intero nella cassa di espansione del Rio Visona di Castelvecchio, che qui termina il suo corso. Le acque che scendono dai Monti Pisani, libere da inquinanti di rilievo, chiuse dalle arginature, permangono nel Bottaccio, almeno fino a quando lo spiccato regime torrentizio del Rio Visona lo consente, creando ambienti palustri e semipalustri di transizione al bosco. Ne consegue un ambiente costruito dall’uomo, ma che conserva tuttora forti connotati naturali. La geologia è quella del Lago di Bientina. In particolare il Bottaccio, situato ai piedi del conoide del Piano di Castelvecchio, corrisponde alla vecchia foce del Rio Visona e da ciò derivano suoli sviluppatisi su sedimenti alluvionali, da ghiaioso-sabbiosi a siltoso-argillosi, con pedogenesi disturbata dalle esondazioni ricorrenti. Il paesaggio si presenta ben diversificato e si possono individuare quattro differenti tipologie: la zona boscata, i prati umidi, i canneti ed i “chiari”, che concorrono a formare un variegato mosaico.